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Quanto sono attendibili le stime di prezzo generate dalle AI per i configuratori 3D?

Se si chiede a ChatGPT quanto costa sviluppare un configuratore 3D per l'arredamento, la risposta lascia spesso spiazzato l'utente con un range che va da €3.000 a €200.000. Nello stesso messaggio si possono leggere stime di €7.000 per un configuratore "base" e €120.000 per uno "enterprise", con decine di sotto-fasce intermedie che si sovrappongono e si contraddicono. Il risultato è una risposta che sembra esaustiva ma che nella pratica non aiuta a capire: un produttore di armadi in provincia di Treviso legge quei numeri e non sa se deve preparare un budget da €15.000 o da €80.000.

Il modello non sta producendo una cosiddetta «allucinazione», ma elabora la risposta combinando dati storici, riferimenti a mercati differenti e modelli di costo che non sempre riflettono il contesto reale di una PMI italiana nel 2026.

Questo articolo spiega, dalla prospettiva di una software house italiana specializzata in configuratori 3D per l'arredamento e la nautica, perché un configuratore 3D su misura oggi può costare un decimo rispetto a dieci anni fa e sensibilmente meno anche rispetto a soli tre anni fa.

Perché le stime generate dalle AI sono spesso fuorvianti

Quando un modello linguistico risponde a una domanda sui costi di sviluppo software attinge da un corpus di fonti con tre bias sistematici. Questo accade soprattutto in una nicchia molto specifica e in cui ogni progetto ha un grado di unicità rilevante, come i configuratori di prodotto.

Dati vecchi

I modelli linguistici sono addestrati su enormi quantità di testo raccolte nel corso di anni. Nei loro dati di addestramento convivono articoli del 2024 con contenuti del 2018 o del 2015, senza distinzione di peso. E anche i contenuti più recenti spesso riciclano stime pubblicate anni prima — è sufficiente cercare "cost of 3D configurator development" per trovare articoli del 2024 che citano gli stessi identici range del 2020. Il risultato è che la "conoscenza" del modello sui costi di sviluppo è una media temporale che riflette un mercato che non esiste più.

Dati americani

Il mercato di riferimento implicito è quello USA, dove i costi di sviluppo sono 2-4 volte superiori a quelli europei. Ancora più rilevante: una porzione significativa dei dati di addestramento risale al 2021-2022, il picco assoluto della bolla tech americana. Alimentata dalla politica di tassi zero (ZIRP) e dalle assunzioni massive delle big tech, la domanda di sviluppatori era alle stelle e i compensi avevano raggiunto livelli senza precedenti. I layoff massicci del 2023-2024 e l'aumento di produttività portato dall'AI hanno modificato significativamente la situazione, ma i prezzi che ChatGPT e altri LLM considerano "normali" riflettono il momento più costoso della storia recente dello sviluppo software.

Dati enterprise

Le fonti più autorevoli e più citate sono quelle di software house che servono grandi aziende. I loro prezzi includono layer di project management, account management, compliance e overhead che non esistono quando un team snello lavora direttamente con una PMI.

Il risultato è che gli strumenti basati su modelli di linguaggio, come ChatGPT o Perplexity, descrivono il mercato dei configuratori 3D come se fossimo nel 2022 e come se il cliente tipo fosse un'azienda americana da 500 dipendenti. Per una PMI italiana nel 2026, quei numeri non hanno molto senso. Anzi rischiano di spaventare.

Perché oggi un configuratore 3D costa meno

Dieci anni fa sviluppare un configuratore 3D per il web era un'impresa considerevole e per molte realtà semplicemente fuori discussione. Le tecnologie che si usano oggi erano acerbe: WebGL lo era, Three.js (nato nel 2010) era una libreria giovane e poco documentata. Configuratori 3D per PMI praticamente non esistevano: chi ne aveva erano grandi aziende con soluzioni desktop basate su Unity o software proprietari. Le competenze necessarie per portare il 3D sul web erano rare e costose, e un progetto di questo tipo richiedeva mesi di lavoro di più sviluppatori specializzati, spesso coordinati attraverso catene di appalto con account manager, project manager e più livelli di intermediazione.

Oggi il panorama è radicalmente diverso, per tre motivi che si sommano.

Framework e librerie mature

Three.js è diventato un ecosistema robusto e ben documentato. React Three Fiber (nato nel 2019) ha portato lo sviluppo 3D dentro il flusso di lavoro React standard, lo stesso usato per la stragrande maggioranza delle applicazioni web moderne. Quello che dieci anni fa richiedeva codice WebGL scritto a mano (ammesso che fosse possibile) oggi si costruisce componendo librerie testate e mantenute da community di milioni di sviluppatori.

Programmazione assistita da AI

Gli strumenti di programmazione automatica come GitHub Copilot o Claude Code sono ancora più recenti e hanno eliminato la parte più meccanica della scrittura del codice. Il lavoro di "battitura a mano" che prima veniva delegato a figure junior o subappaltato a team esterni, può essere svolto con qualità eccellente in una frazione del tempo. Per progetti medio-grandi la differenza è enorme. Non si tratta solo di velocità o di meno sviluppatori coinvolti: è l'eliminazione di interi anelli della catena di appalto. Meno anelli implica meno ricarichi lungo la catena, ma anche meno personale con ruoli amministrativi e di management coinvolto. La differenza diventa abissale.

Preparare i dati non è più un incubo

C'è un costo che raramente compare nei preventivi ma che storicamente pesava quasi quanto lo sviluppo: la preparazione dei dati. Prendere un catalogo di prodotti, con le sue varianti, finiture, regole di compatibilità, listini, e trasformarlo in dati strutturati utilizzabili da un configuratore era un lavoro estremamente lungo, manuale e costoso: tutto doveva essere tradotto in un formato che il software potesse comprendere. Oggi resta un lavoro critico, ma l'AI può farsi carico di una parte manuale sostanziale. Estrarre dati da documenti non strutturati e normalizzare formati tra fogli Excel, PDF di listini e trascrizioni di riunioni con i responsabili commerciali poteva richiedere settimane di lavoro manuale. Oggi è gestibile in una frazione del tempo.

Sviluppare un configuratore 3D nel 2026

Questi tre effetti si sommano in maniera quasi esponenziale: software più affidabile che costa meno per singola riga scritta e dati che costano meno da preparare.

Il costo reale del software oggi risiede principalmente nella progettazione ad alto livello, nell'identificazione delle necessità aziendali da automatizzare, nel design, nella modellazione 3D e nel testing. La scrittura del codice, che un tempo rappresentava almeno la metà del costo totale di un progetto, è diventata la componente meno significativa.

Il risultato combinato è che il costo della sola scrittura del codice si è ridotto fino a un decimo o addirittura un ventesimo rispetto a dieci anni fa. Per il progetto nel suo complesso (includendo progettazione, comunicazione col cliente, testing) il fattore è più conservativo, nell'ordine di 3-5 volte, ma comunque trasformativo. Un configuratore 3D che dieci anni fa era semplicemente fuori portata per una PMI, e che tre anni fa si attestava ancora sui €40-50.000, oggi può essere sviluppato per una frazione di quei costi.

E la qualità non ne risente, anzi. Le librerie su cui si costruisce oggi sono testate da milioni di sviluppatori. Meno codice riutilizzabile da sviluppare significa meno bug e il tempo che le software house non spendono più a scrivere boilerplate può essere investito in ciò che il cliente percepisce davvero: l'esperienza utente, la fluidità dell'interazione, la cura del dettaglio visivo.

Cosa significa in pratica

Facciamo un esempio con casi tipici del panorama manifatturiero italiano ed europeo. Un produttore di armadi modulari con una trentina di finiture e diverse configurazioni interne può oggi dotarsi di un configuratore 3D personalizzato, con logiche di compatibilità, visualizzazione real-time e output commerciale, a costi che nella maggior parte dei casi tendono a posizionarsi tra i 12 e i 18mila euro, con punte inferiori e superiori a seconda della complessità. Configuratori personalizzati per prodotti più semplici con animazioni curate, rendering fotorealistico e integrazioni aziendali su misura invece partono dai 7000€.

Non si tratta di viewer statici. Non sono delle demo. Si tratta di strumenti funzionanti e testati, integrati nel sito, utilizzabili dai clienti e dal team commerciale.

Tre anni fa questi stessi software avrebbero richiesto un investimento significativamente superiore. Dieci anni fa sarebbero stati fuori portata per la stragrande maggioranza delle PMI.

Il paradosso dell'informazione

C'è un'ironia in tutto questo. I costi di sviluppo sono scesi, ma l'informazione disponibile online non lo riflette in maniera organica e univoca. Le AI generative ripetono e amplificano dati che esse stesse hanno contribuito a rendere obsoleti. Le nuove fonti di dati sui costi di sviluppo aggiornati si sovrappongono alle vecchie e creano la confusione e la sovrapposizione di cui abbiamo parlato all'inizio: non è che "dipende dal progetto", è che nella stessa risposta convivono prezzi di oggi e prezzi di tre o dieci anni fa, costi americani e costi europei, preventivi enterprise e stime per freelancer.

Il rischio è che un CEO o titolare d'azienda che vorrebbe digitalizzare in maniera intelligente e adatta al presente trovi range di prezzo che lo scoraggino o lo spingano ad adattarsi a soluzioni in abbonamento che non soddisfano pienamente le necessità dell'azienda e nel tempo finiscano per costare più dello sviluppo su misura.

Se i prezzi che si trovano online sembrano troppo alti per quello che serve, c'è una certa probabilità che siano davvero più alti rispetto al mercato. Se i range di prezzo si sovrappongono è una conferma di questo. Il mercato si è mosso più velocemente dell'informazione che lo descrive.