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Guida completa ai configuratori 3D di prodotto nel 2026

1. Cos'è un configuratore 3D?

1a. Definizione pratica: cos'è un configuratore 3D?

Quando scrivo "configuratore 3D" parlo di un software che fa tre cose:

1. traduce in codice il catalogo aziendale e le regole con cui i prodotti possono essere personalizzati o combinarsi 2. mostra all'utente le scelte disponibili e la preview del prodotto o combinazioni di prodotti che desidera 3. trasporta i desideri dell'utente verso altri processi aziendali, tramite un PDF esportato, un dato salvato nel CRM o direttamente al carrello

Ci sono tante terminologie specifiche che rimandano essenzialmente allo stesso concetto o a concetti estremamente simili, che raccontano la stessa cosa e potrebbero generare confusione. Due in particolare:

  • configuratore di prodotto che potrebbe non avere il 3D ma mostrare immagini 2D o descrizioni testuali;
  • configuratore CPQ (configure-price-quote): questo termine si usa per indicare un configuratore che dà vita a un preventivo (e potrebbe essere benissimo 2D o 3D).

1b. Cosa diciamo quando diciamo configuratore 3D? Due dettagli in più

Esistono altre soluzioni, ma in generale quando si parla di configuratore 3D si intende uno strumento web (presente nel sito aziendale, in un'area riservata o in un sottodominio) accessibile da browser senza installazioni. Questo è lo standard adottato dalla stragrande maggioranza delle aziende. Esistono anche applicazioni native e PWA (Progressive Web App) di cui parleremo, ma il web resta il canale principale dei configuratori 3D.

In questa guida in particolare ci concentreremo su configuratori 3D realizzati su misura utilizzando tecnologia all'avanguardia, non su plugin per e-commerce o altre tecnologie più semplici, né su piattaforme proprietarie.

1c. Stesso strumento, prodotti diversi

Diverse aziende utilizzano configuratori per scopi diversi. Oggetti quasi uguali dal lato tecnico diventano strumenti molto diversi a seconda dell'obiettivo secondo cui sono costruiti. Sono tre i casi principali di utilizzo:

1. integrazione e-commerce per vendita diretta 2. strumento per rivenditori che devono fare preventivi 3. lead-magnet per prodotti complessi o luxury, come nautica e automotive

Nel primo caso il configuratore si occupa di rendere più chiara e gratificante l'esperienza dell'utente e rimanda direttamente al carrello.

Nel secondo caso, questo configuratore B2B gestisce configurazioni più complesse e spesso esporta un preventivo PDF o salva la configurazione in un gestionale o un database interno dedicato per finalizzare l'ordine. In questo caso spesso ci sono integrazioni profonde con altri processi aziendali come ad esempio il calcolo dei componenti o un ERP.

Nel terzo e ultimo caso il configuratore si comporta come un form di contatto visuale e si connette al CRM aziendale o rimanda a un contatto via email.

Queste sono categorie indicative e spesso i casi d'uso reali combinano, con differente intensità, più di un obiettivo: ad esempio un configuratore che funge da lead-magnet può dare la possibilità di acquistare direttamente alcune configurazioni.

1d. Esempi da aziende leader

IKEA ha fatto dei suoi configuratori un importante elemento del proprio processo di vendita. Lo stesso strumento è disponibile sul sito per i clienti ed è anche usato, con molta abilità, dai venditori di IKEA presso i propri store.

Apple ha tradotto la personalizzazione dei propri iPad e MacBook in un curatissimo configuratore multi-step che conduce e rassicura l'utente attraverso scelte sequenziali, chiare e quindi tranquillizzanti e appaganti.

Nel settore automotive i configuratori sono infine lead-magnet fondamentali. Finalizzare l'acquisto di un'auto online è ancora piuttosto difficile (se il produttore non si chiama Tesla), ma milioni di persone esplorano diverse configurazioni molto prima di entrare in qualsiasi concessionaria.

1e. AR/VR: quando servono davvero?

Su questo do una risposta che deriva sia da una propensione personale, sia dall'esperienza lavorativa.

La realtà aumentata è affascinante, ma rappresenta ancora un beneficio piuttosto accessorio per la maggior parte dei casi d'uso aziendali. Il corretto dimensionamento dei modelli rispetto allo spazio reale e la resa poco empatica del 3D visto nello schermo dello smartphone rendono la "visualizzazione del prodotto a casa propria" poco utile ai fini dell'acquisto. La realtà aumentata diverrà invece rilevante, con ogni probabilità, nei prossimi anni con l'adozione su vasta scala degli smart glasses, come approfondiremo nell'ultima sezione.

Un caso d'uso (tecnicamente non AR, ma concettualmente simile) che invece funziona bene è l'inserimento di rivestimenti e pavimentazioni tramite AI generativa su foto caricate dall'utente.

1f. Configuratori 3D per le PMI

Quello che fino a pochi anni fa era possibile solo per grandi aziende con budget importanti oggi è alla portata delle PMI. Framework maturi come Three.js, librerie stabili e strumenti di sviluppo avanzati hanno abbattuto i costi, dando basi solide su cui costruire.

Inoltre, molte aziende si trovano con sistemi funzionanti ma datati (gestionali, database, processi strutturati attorno a fogli Excel) che non è ragionevole sostituire se non con un lungo processo di adattamento. Un configuratore sviluppato su misura è la scelta ideale in questi casi: il software progettato su misura si integra infatti ai processi esistenti senza richiedere rivoluzioni, inserendosi in un percorso di modernizzazione graduale dell'infrastruttura tecnologica.

2. Quali problemi risolve un configuratore (e a chi conviene)

2a. Il collo di bottiglia dell'assistenza e la conoscenza aziendale

Il configuratore 3D risolve essenzialmente un problema: rende visibile la conoscenza aziendale, rende visibili le regole che sottostanno a un listino o catalogo. Per questo un configuratore, sia che venga utilizzato da rivenditori o dagli utenti finali su un e-commerce, diminuisce il carico di lavoro richiesto all'assistenza clienti o al backoffice. Ogni domanda su compatibilità, varianti, dimensioni, prezzi che oggi richiede una telefonata o una mail al backoffice può essere codificata nel configuratore. Le regole di prodotto diventano così automatiche e il cliente o il rivenditore può ricevere risposte immediate senza intermediari.

Questo è un caso in cui gli arredi modulari o componibili ricadono perfettamente: questa è la logica principale con cui vengono realizzati, ad esempio, i configuratori per cucine, arredobagno, armadiature e librerie.

2b. Il cliente che deve vedere per decidere

C'è una componente psicologica importante nella vendita: il cliente vuole vedere cosa sta comprando, soprattutto per prodotti personalizzabili. Un configuratore elimina l'incertezza del "sarà così?" e ottimizza il processo decisionale guidando l'utente tra le opzioni disponibili. In altri casi, come quello di Apple, inoltre il configuratore guida l'utente riducendo il carico decisionale richiesto a poche opzioni per volta.

Gli unici dati disponibili sull'efficacia dei configuratori sono pubblicati da aziende specializzate e sono quindi intrinsecamente poco affidabili. L'azienda più grande del settore, Threekit, pubblica questi dati: un aumento dei tassi di conversione del 40% circa e una riduzione dei resi del 20%. I dati pubblicati dal gigante dell'e-commerce Shopify sull'uso del 3D nel web in generale sono abbastanza equiparabili.

2c. Il lead-magnet per prodotti complessi

Per prodotti di fascia alta come imbarcazioni, auto, saune o piscine un configuratore 3D svolge il ruolo cruciale di sostituirsi a un generico e poco engaging form di contatto e offrire un'esperienza curata fin dal primo contatto. Un configuratore permette al potenziale cliente di esplorare, sognare, costruire il proprio prodotto ideale prima ancora di parlare con un commerciale. Oltre a questo il potenziale cliente fornisce già alcuni elementi per velocizzare la realizzazione di un preventivo dettagliato.

2d. Per i rivenditori: autonomia e velocità

Con un configuratore B2B i rivenditori diventano autonomi in giorni invece che settimane. Preparano preventivi senza chiamare il backoffice, senza errori di compatibilità, senza sfogliare cataloghi cartacei. IKEA, di cui abbiamo già parlato in precedenza, è l'esempio perfetto: il configuratore è la naturale estensione dei campioni di materiali e della selezione di prodotti esposti e ambientati negli store fisici.

2e. Quando NON ha senso

Possiamo essere ragionevolmente sicuri che un configuratore non ha senso in tre casi:

1. Producete esclusivamente su misura, senza i concetti di collezione o codice prodotto, come fa ad esempio una falegnameria specializzata. In questo caso il configuratore dovrebbe diventare un clone di AutoCAD o SolidWorks oppure potrebbe solo essere un lead-magnet piuttosto generico e probabilmente non utile.

2. La vostra offerta è estremamente semplice: un numero limitato di prodotti, pochissime o nessuna variante di prodotti. Ricollegandomi al punto precedente, spesso è il numero di resi per "non corrispondenza" e di ordini sbagliati o il carico di lavoro ad assistenza e backoffice a segnalare la complessità dell'offerta e quindi la necessità di strumenti più avanzati come un configuratore 3D.

3. Contract e poche grandi commesse: in questi casi un render 3D su misura per il prospect probabilmente è meglio.

3. Quanto costa un configuratore 3D nel 2026

3a. Le soluzioni che offre il mercato

Il mercato offre tre opzioni:

1. Soluzioni plug&play: si tratta di software ad abbonamento con possibilità ridotte di personalizzazione, quasi sempre da integrare al proprio e-commerce. Hanno un abbonamento mensile in generale tra 29 e 200 euro al mese, più spesso una percentuale sui prodotti acquistati tramite tale soluzione, l'eventuale costo di chi la installa e l'eventuale costo dell'ottimizzazione dei modelli 3D. In generale è una soluzione che conviene sotto certe soglie di fatturato e con varianti di prodotto, non con combinazioni di prodotti o logiche complesse come cucine, arredobagno o divani modulari.

2. Piattaforme enterprise: piattaforme come Threekit o VividWorks hanno costi annui da 5.000€ in su più setup fee significative. Si tratta di soluzioni adatte ad aziende da medio-grandi a grandi che necessitano di partner estremamente strutturati e sono disposti a pagare per questo motivo un premio significativo.

3. Sviluppo custom: l'opzione su cui ci concentreremo in questa guida.

Ogni preventivo di sviluppo custom è differente e va sviluppato assieme al cliente. In media, si parte da 7.000€ per progetti semplici e si arriva attorno ai 18.000€ per progetti complessi, fino a cifre maggiori per progetti composti da più configuratori o per room planner. Segue di solito un servizio continuativo, opzionale ma fortemente consigliato, di assistenza, manutenzione e gestione dell'hosting, da 150€ al mese.

Per approfondire, ho scritto un articolo dedicato al confronto tra sviluppo custom e soluzioni Plug&Play, con pro, contro e casi in cui scegliere una tecnologia ad abbonamento.

3b. Cosa fa variare il prezzo

I fattori principali sono:

  • numero di prodotti e varianti da gestire
  • presenza di regole di compatibilità e vincoli
  • necessità di rendering parametrico vs modelli 3D statici
  • livello di integrazioni richieste con altri sistemi
  • personalizzazione dell'interfaccia e funzionalità extra come animazioni o scene elaborate

3c. A cosa fare attenzione?

Per evitare costi imprevisti è bene:

  • definire bene l'obiettivo e le funzionalità del configuratore prima di iniziare lo sviluppo
  • verificare se, quali e quante modifiche al progetto e al catalogo sono incluse nello sviluppo e nel piano di assistenza o il loro costo se non si sottoscrive un piano
  • prevedere la formazione del team interno

Un buon partner espliciterà e analizzerà tutte queste voci prima di fare un preventivo. Se questi argomenti sono trattati velocemente o la software house non approfondisce la documentazione e lo stato dell'infrastruttura a cui il configuratore dovrà connettersi, può trattarsi di campanelli d'allarme a cui fare attenzione.

4. Cosa serve per partire

4a. I tre ingredienti fondamentali

Per sviluppare un configuratore servono tre cose:

1. modelli 3D dei prodotti (o le informazioni per crearli parametricamente) 2. regole di configurazione (cosa va con cosa, vincoli, compatibilità) 3. listino prezzi con logiche di calcolo (sconti, maggiorazioni, opzioni)

4b. Modelli 3D

Molte aziende hanno già modelli 3D usati per rendering o produzione. Spesso vanno ottimizzati per il web (riduzione poligoni, texture compresse) ma è un lavoro contenuto. Se non esistono, si possono creare ex novo oppure usare rendering parametrico: il codice genera direttamente le forme 3D nel browser.

Formati accettati: glTF/GLB è lo standard, STEP e altri formati CAD vanno convertiti.

4c. Regole di configurazione

Ogni azienda ha regole implicite che i venditori esperti conoscono: questo top non va con quella base, questo colore non è disponibile in quella dimensione, questo accessorio richiede quest'altro. Formalizzare queste regole è spesso il lavoro più importante: servono interviste con chi conosce i prodotti, documentazione esistente, test con casi reali.

4d. Listino e logica prezzi

Serve il listino base con le logiche di calcolo: prezzi per componente, maggiorazioni per finiture speciali, sconti quantità, eventuali listini differenziati (pubblico vs rivenditori). Se esistono già in formato digitale (Excel, gestionale) l'integrazione è più semplice ed economica.

4e. Chi coinvolgere internamente

Servono almeno:

  • una persona che conosce i prodotti e le regole (ufficio tecnico o commerciale esperto)
  • chi gestisce i listini
  • chi si occuperà di testare e poi gestire il configuratore

Se presente, va coinvolto il reparto IT o altre software house per l'integrazione degli altri sistemi esistenti.

4f. Decidere come testare

Prima di partire va definito come si testerà il configuratore: con quali prodotti campione, con quali scenari, chi testerà (team interno prima, poi clienti/rivenditori selezionati), quali metriche userete per considerarlo "pronto". Questo evita infinite revisioni senza criteri chiari.

5. Come si sviluppa: il processo step by step

5a. Il processo di sviluppo

Il processo di sviluppo di un configuratore 3D segue fasi piuttosto lineari e standard.

Si parte dalla raccolta degli ingredienti fondamentali (modelli 3D, regole, listini). Si passa poi a un prototipo funzionante su un prodotto campione, con mockup completo dell'interfaccia. Il cliente vede concretamente come funzionerà il configuratore e può dare feedback prima che venga sviluppato tutto il catalogo.

Validato il prototipo, si estende il configuratore a tutti i prodotti, si implementano tutte le regole, si completano le integrazioni con altri sistemi.

A questo punto inizia il testing: prima internamente col team aziendale, poi è buona pratica fare un test con un campione di utenti reali (in tecnichese, UAT, user acceptance test).

Dopo eventuali modifiche nate dai feedback del testing si pubblica il configuratore. Contestualmente alla pubblicazione deve essere realizzato il materiale di supporto e il training allo staff o, se concordato, ai rivenditori.

5b. Tempi realistici

Da 5 a 15 settimane a seconda della complessità. I tempi comunicati includono margini per il testing, ma possono allungarsi se i feedback tardano o emergono complessità non previste. La variabile principale è nella maggior parte dei casi la velocità di risposta del cliente, non lo sviluppo tecnico.

5c. Buone pratiche

Oltre allo UAT, un periodo di modifiche post-go-live previsto in contratto è un'ottima pratica: per quanto siano esperti gli sviluppatori e attenti i committenti, gli utenti spesso fanno cose che non sono previste nei test. Lo spiega perfettamente una battuta da programmatori:

"Si sta testando un robot che serve al bancone di una birreria. Il tester parte dalle combinazioni facili a quelle assurde e irrealistiche: 1 birra, 2 birre, 100 milioni di birre, -83 birre. Il robot risponde correttamente. Soddisfatto il tester prova a convincere il robot a consegnargli il contenuto della cassa e a indurlo a fare altri comportamenti sbagliati, ma il robot continua a comportarsi correttamente.

Dopo questo successo il robot viene impiegato realmente ed entra il primo cliente e chiede: "Dov'è il bagno?" A quel punto il robot smette di funzionare."

Un'altra buona pratica è mantenere attivo un dominio per testare ogni modifica (cosiddetto staging) anche dopo la pubblicazione del configuratore.

6. Integrazioni: accogliere il configuratore nei sistemi aziendali

6a. Come rendere disponibile il configuratore nel sito

Ci sono due opzioni:

1. iframe: il configuratore è inserito in una pagina del sito esistente 2. sottodominio dedicato: il configuratore è hostato su un dominio separato (ad esempio, su configura.sitoaziendale.com) e vi si può accedere tramite URL dal sito principale esattamente come un'altra pagina del sito

L'iframe si integra meglio nell'esperienza del sito, mentre il sottodominio offre massime prestazioni e responsività su mobile.

6b. Sincronizzazione dati in input

Se il catalogo cambia spesso (prezzi, disponibilità, nuove varianti), serve sincronizzazione automatica con la fonte dati. Se il catalogo è stabile, aggiornamenti manuali periodici possono bastare e costano meno. La scelta dipende dalla frequenza con cui i dati cambiano.

L'importante però è che ci si assicuri che esista un unico luogo in cui risiede la versione vera e fidata dei dati (in tecnichese, single source of truth, fonte di verità). Bisogna evitare che ci sia la possibilità di modificare manualmente un singolo prezzo nel configuratore se quel prezzo esiste anche altrove. Anche nel caso di import manuale è bene che sia necessario sostituire integralmente il catalogo se la fonte di verità risiede nel gestionale.

6c. E-commerce e CRM

Un configuratore su misura può integrarsi a qualsiasi altro programma che esponga API. Le API sono una serie di comandi che ogni programma può rendere disponibile per essere utilizzato da altri programmi come se fossero degli utilizzatori umani. Ogni API ha le sue specificità.

Oggi la quasi totalità delle piattaforme e-commerce e dei CRM dispone di API esposte, complete e documentate: sia CRM enterprise come SAP e Salesforce, sia CRM diffusi tra le PMI come HubSpot, TeamSystem, Odoo o Zoho, sia piattaforme e-commerce come Shopify, WooCommerce e Magento.

6d. Gestionale e produzione

Il configuratore può generare preventivi automatici in PDF, distinte base per la produzione o ordini nel gestionale. Questo elimina il passaggio manuale tra vendita e produzione, riducendo errori e tempi. L'integrazione dipende dalle API disponibili nel gestionale esistente. Spesso la generazione automatica delle distinte base (BOM) e delle schede produzione è un'evoluzione naturale di un configuratore B2B.

6e. Configuratore multilingua

Non è un'integrazione in senso stretto, ma nel 2026 un configuratore 3D deve supportare più lingue. Le traduzioni automatiche hanno raggiunto una qualità sufficiente per la maggior parte dei casi e le aziende che esportano si aspettano di poter servire clienti in lingua.

7. Dopo il lancio: manutenzione e crescita

Riguardo la manutenzione e assistenza vanno considerate tre questioni:

1. Aggiornamento del catalogo

Ne abbiamo già parlato, ma è un nodo importante da approfondire. Spesso all'eventuale aggiunta di nuovi prodotti corrisponde l'inserimento di nuovi 3D e nel 99% dei casi conviene prevedere che sia il fornitore a occuparsene.

2. Aggiornamenti di sicurezza e intervento in caso di problemi di hosting

Anche qua è bene che il fornitore si occupi di entrambe queste questioni e va contrattualizzato.

3. Nuove funzionalità, nuovi mercati, nuove lingue, nuove integrazioni, intere nuove sezioni

Un configuratore ben sviluppato può crescere nel tempo. L'importante è avere il quadro completo in mente dall'inizio, così le evoluzioni si integrano senza ricostruire da zero. Spesso conviene inoltre farsi fare un preventivo completo diviso in step per fissare da subito un prezzo complessivo.

8. Approfondimento tecnico: modelli 3D, performance, UX

8a. Modelli 3D e caricamento

Immaginate la connessione internet come un tubo: più dati devono passare, più tempo ci vuole. Un modello 3D da 5MB su una connessione mobile può richiedere 10+ secondi per caricarsi. Un modello ottimizzato da 500KB ne richiede poco più di uno ed è quasi istantaneo su connessioni migliori. Ogni secondo di attesa in più significa utenti che abbandonano, soprattutto in e-commerce dove i dati mostrano un calo significativo delle conversioni all'aumentare dei tempi di caricamento.

glTF (e la sua versione binaria GLB) è lo standard per il 3D web: compatto, ottimizzato, supportato universalmente. OBJ e FBX sono formati datati, più pesanti e con problemi di compatibilità. I formati CAD come STEP non sono adatti al web: contengono informazioni per la produzione, non per la visualizzazione, e vanno sempre convertiti.

Il lavoro di ottimizzazione dei modelli 3D è spesso una parte importante del lavoro complessivo ed è la stessa parte che resta anche nel caso di uso di soluzioni Plug&Play.

8b. Performance su dispositivi reali

Il configuratore deve funzionare su qualunque dispositivo utilizzabile al giorno d'oggi: da quelli più performanti, agli smartphone Android di fascia media, a laptop aziendali con 5 anni di vita, fino ai diversi tablet. Testare solo su dispositivi performanti è un errore comune che porta a esperienze frustranti per molti utenti reali.

Pur sapendo che l'esperienza di configurazione beneficia di uno schermo di dimensioni maggiori e spesso sono acquisti importanti da fare da desktop o sono utilizzati da professionisti sempre su desktop, un configuratore nel 2026 deve essere utilizzabile su mobile.

Un configuratore 3D su mobile ha sfide specifiche a cui corrispondono altrettante pratiche standard indispensabili:

  • schermo piccolo: i controlli devono essere touch-friendly (avere quindi una dimensione maggiore) e deve essere ripensato il layout per un corretto riposizionamento di pannelli e schede
  • performance limitate: ottimizzazione professionale dei modelli 3D e caricamento asincrono
  • connessione variabile: caricamento progressivo, modelli 3D con dettaglio minore da caricare nel caso di connessione lenta

8c. UX: principi base ed errori comuni

L'interfaccia e l'esperienza dell'utente vanno progettate con cura seguendo dei principi consolidati, come ad esempio:

  • Feedback immediato su ogni azione (nessuna attesa senza loading)
  • seguire pattern consolidati usati da grandi aziende, come ad esempio IKEA e Apple di cui dicevamo prima (non inventare interfacce creative, seguire scelte consolidate di posizionamento di pannelli e pulsanti)
  • riduzione della frizione (meno click possibili per arrivare al risultato), riduzione delle opzioni (troppe scelte paralizzano l'utente)

Tra gli errori di interfaccia ed esperienza utente che si vedono più comunemente nei configuratori 3D troviamo:

  • troppi step richiesti per completare una configurazione
  • login wall quando non sarebbe necessario
  • opzioni nascoste in sotto-menu
  • drag&drop quando basterebbe un click (cosa che peggiora la performance e porta spesso a posizionamenti fisicamente impossibili come ad esempio posizionare un mobile oltre una parete o sovrapporre due elementi incompatibili)
  • interfacce eccessivamente complesse per tool disponibili al pubblico

Infine bisogna ricordare che da giugno 2025 l'European Accessibility Act rende obbligatorie alcune caratteristiche di accessibilità per alcuni tipi di aziende, tra cui gli e-commerce sopra una certa dimensione, che si rivolgono ad utenti europei. Ne parliamo nella sezione normativa.

8d. E se non c'è internet? La risposta è PWA

Se il configuratore è hostato su sottodominio dedicato, può diventare una PWA (Progressive Web App) e funzionare così anche offline dopo il primo accesso. I dati vengono salvati localmente e ri-sincronizzati quando torna la connessione.

Si tratta di una funzionalità particolarmente utile per utilizzi in fiera o in showroom o da agenti in altri luoghi con connessione debole.

9. Normativa: GDPR e EAA

9a. GDPR

Il GDPR credo sia ben conosciuto da chi sta leggendo.

Un configuratore può raccogliere diversi dati personali, come email per salvare configurazioni, analytics sull'utilizzo, ecc. La regola base (o almeno quella che utilizzo io) è: raccogliere solo ciò che serve davvero, preferendo, se non è esplicitamente necessario, gestire solo dati anonimi e utilizzare gli stessi strumenti di tracciamento già presenti sul sito, non serve aggiungere altro alle policy esistenti. Progettare "privacy by design" semplifica tutto.

Se si salvano dati personali è molto importante utilizzare database fisicamente ospitati in Unione Europea. Ogni eventuale servizio che comporti il passaggio anche momentaneo di dati su server ospitati negli Stati Uniti (spesso inevitabile), va inserito nella privacy policy. Va evitato invece, quando possibile, la permanenza dei dati in US: le normative sono diverse e la compliance è più complessa.

9b. European Accessibility Act (EAA)

L'EAA è entrato in vigore nel 2025 e riguarda quasi tutti i servizi digitali business-to-consumer, tra cui gli e-commerce. Devono adeguarsi all'EAA tutte le aziende che fanno e-commerce e non sono microimprese, ovvero tutte le aziende con più di due milioni di fatturato annuo o più di 10 addetti.

La normativa è complessa e senza storico di giurisprudenza: questo riassunto è puramente a titolo informativo e non è stato redatto da un esperto legale.

L'EAA impone dei requisiti minimi di accessibilità, ovvero delle buone pratiche attraverso cui rendere utilizzabile il servizio digitale anche a persone con disabilità visiva o uditiva o con strumenti tecnologici svantaggiati. Al contempo l'EAA sancisce che le aziende sono tenute a seguire tali buone pratiche in misura proporzionale alla loro possibilità economica e senza snaturare il prodotto o il servizio offerto.

Un configuratore 3D è uno strumento visivo per natura: mostra oggetti 3D, usa colori, forme, interazioni grafiche e sarebbe quindi snaturato per essere utilizzato da una persona non-vedente o ipovedente esattamente come una persona normovedente. Al contempo vanno adottate tutte le buone pratiche ragionevoli per il caso, come ad esempio:

  • Aria-labels su tutti gli elementi interattivi
  • navigazione da tastiera dove possibile
  • contrasti colore conformi WCAG AA come minimo
  • testi con dimensione modificabile, rispettare le preferenze di dimensione testo dell'utente
  • descrizioni testuali delle opzioni
  • riepilogo configurazione testuale per essere utilizzato tramite screen-reader

10. Perché il 3D oggi: una scelta strategica per il prossimo decennio

L'oste parla sempre bene del proprio vino, ma ci sono, a mio modo di intendere l'evoluzione tecnologica, alcuni elementi che rendono particolarmente interessante investire in un configuratore 3D nel 2026.

10a. Tecnologie e utenti maturi

Le tecnologie per il 3D web sono mature: Three.js (su cui ho fatto un articolo di approfondimento) ha 15 anni di sviluppo, i browser supportano WebGL universalmente, i dispositivi anche economici hanno GPU sufficienti. I costi di sviluppo sono scesi drasticamente, grazie a tecnologie di alto livello che permettono di non dover "reinventare la ruota" ogni volta.

Allo stesso tempo gli utenti hanno già utilizzato configuratori di altri brand e si aspettano di poter vedere e personalizzare i prodotti prima di acquistare.

10b. Smart glasses e la fine del mini-schermo all'orizzonte

Meta, Apple, Google stanno investendo miliardi nella realtà mista. Apple Vision Pro è già sul mercato, Meta Quest è nelle case di milioni di persone. Gli smart glasses consumer, come RayBan Meta, sono già sul mercato e la loro potenza e penetrazione aumenteranno considerevolmente.

Esponenti delle big tech, Mark Zuckerberg su tutti, ma anche Sam Altman di OpenAI (ChatGPT), prevedono che entro il 2030 potremmo assistere alla fine dello "schermo piccolo" come lo conosciamo, per lasciare spazio a smart glasses e altri dispositivi indossabili.

Che sia tramite smart glasses o schermi opzionali di maggiori dimensioni (ipotizzo: proiettori portatili, schermi foldable) il 3D si trova in un'ottima posizione.

10c. Investire oggi per il futuro

Chi ha già i modelli 3D potrà riusarli per AR, VR, spatial computing, smart glasses. Chi ha software custom realizzato con tecnologia matura e all'avanguardia per il 3D sarà pronto a sfruttare le occasioni che le nuove tecnologie offriranno.

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