Un'azienda che vende prodotti su misura (cucine, infissi, scale, arredi, allestimenti nautici) sostiene un costo per ogni preventivo elaborato: lo spostamento del commerciale o del tecnico, le ore di sopralluogo, il tempo di back-office per preparare l'offerta. Quando il preventivo non si trasforma in ordine, quel costo è a fondo perduto.
Nel 2026 questo problema si è aggravato su due fronti. Il carburante ha raggiunto livelli che rendono ogni trasferta significativamente più costosa. E l'incertezza geopolitica ed economica ha reso i clienti più esitanti nelle decisioni di acquisto: i tempi di chiusura si allungano, i preventivi che restano senza risposta aumentano. Il costo per preventivo sale, il tasso di conversione scende.
Un software CPQ (Configure, Price, Quote) permette al cliente di configurare il prodotto e ottenere un'indicazione di prezzo prima del sopralluogo, qualificando la trattativa a monte.
Perché nel 2026 il costo commerciale è diventato insostenibile
Il costo di un singolo preventivo per prodotti su misura non è mai stato trascurabile: comprende lo spostamento del commerciale o del tecnico, le ore dedicate al sopralluogo, il tempo di elaborazione dell'offerta, spesso i campioni portati in visione. Per la maggior parte delle PMI che vendono su misura, il tasso di conversione da preventivo a ordine si attesta tra il 20% e il 35%. La maggioranza dei preventivi elaborati non genera fatturato.
Nel 2026 questo costo è cresciuto su due fronti contemporaneamente.
Il primo è il carburante. La crisi dello Stretto di Hormuz ha provocato la più grave interruzione delle forniture petrolifere globali degli ultimi cinquant'anni, con effetti diretti sul prezzo del gasolio in tutta Europa. Per un commerciale che percorre 50-100 km per ogni sopralluogo, l'impatto sulla marginalità è immediato.
Il secondo è meno visibile ma altrettanto concreto: l'instabilità geopolitica ed economica ha reso i clienti più cauti. I tempi di decisione si allungano, le richieste di preventivo che restano senza risposta aumentano, i progetti vengono rinviati. Il commerciale si sposta di più per chiudere di meno.
Se la crisi energetica si prolunga e i governi introducono misure per calmierare i consumi di carburante, molte aziende dovranno ripensare il proprio processo commerciale. Ma questo può essere anche un'occasione.
Il sopralluogo resta necessario, ma avviene troppo presto
Per chi vende cucine, infissi, scale, pergole, arredi contract, carpenteria su misura o allestimenti nautici, il sopralluogo di persona è quasi sempre una fase indispensabile del processo di vendita. Le misure vanno verificate, il contesto va visto, il rapporto con il cliente si costruisce anche in presenza.
Il problema non è il sopralluogo in sé. È che nella maggior parte delle PMI il sopralluogo è il primo momento di contatto reale con il cliente. Il commerciale parte senza sapere se il budget è allineato al prodotto, se le dimensioni dell'ambiente sono compatibili, se le varianti richieste sono fattibili. Raccolta informazioni e presentazione del prodotto avvengono nello stesso viaggio.
Se il cliente potesse esplorare il prodotto prima (scegliere varianti, indicare dimensioni approssimative, vedere un'indicazione di prezzo) il commerciale saprebbe prima di partire se quella trattativa ha senso. Il sopralluogo non scompare: si sposta da primo passaggio a passaggio finale, quando entrambe le parti hanno già le informazioni essenziali.
I viaggi che restano diventano visite mirate a clienti già qualificati. Quelli che si eliminano sono i viaggi che non avrebbero prodotto un ordine in nessun caso.
Cos'è un software CPQ e come funziona
CPQ sta per Configure, Price, Quote: configura, prezza, quota. Un software CPQ è spesso detto anche configuratore. È un software che guida l'utente nella configurazione di un prodotto rispettando le regole reali dell'azienda (combinazioni possibili, vincoli tecnici, dipendenze tra varianti, listino aggiornato) e genera un preventivo in tempo reale.
Il valore di un CPQ non sta nella tecnologia. Sta nel fatto che le regole di configurazione del prodotto (quel telaio va con quel vetro, quella dimensione ha quel prezzo, quell'accessorio esclude quell'altro) oggi vivono nella testa del commerciale più esperto o in un foglio Excel che nessun altro sa usare. Il CPQ le rende esplicite, condivisibili e accessibili anche al cliente finale.
Un software CPQ può essere usato, a seconda delle preferenze dell'azienda, in diversi modi.
Da remoto, in autonomia. Il commerciale invia un link al cliente. Il cliente configura il prodotto, seleziona le varianti, inserisce le dimensioni indicative. Il sistema calcola un range di prezzo. Se il budget è allineato, la trattativa prosegue con informazioni concrete. Se non lo è, entrambi lo scoprono senza che nessuno si sia spostato.
In videocall. Il commerciale apre il configuratore in condivisione schermo e configura insieme al cliente in tempo reale. Alla fine della call il cliente riceve un link alla configurazione salvata. È l'equivalente funzionale del primo incontro, senza il viaggio.
In showroom, in presenza. Se il cliente aveva già iniziato una configurazione da remoto, la stessa sessione continua in negozio. Nessuna informazione persa, nessuna ripartenza da zero. Il venditore vede cosa il cliente ha già esplorato e su quale fascia di prezzo si è orientato.
Il passaggio da una modalità all'altra è fluido. Un link con lo stato della configurazione salvato è tutto ciò che serve.
Un investimento sul processo commerciale e la visibilità online
La crisi energetica rende questo tipo di software e questa riorganizzazione del processo commerciale più convenienti che mai. Il costo dello spostamento continuerà a pesare, l'incertezza dei clienti non si risolverà a breve. Le aziende che riescono a qualificare le trattative prima di muoversi non stanno solo risparmiando sul carburante: stanno costruendo un processo di vendita più sostenibile, intervenendo anche sulla riduzione degli errori di preventivazione e del tempo speso a scriverli.
Ma c'è un aspetto ulteriore. Se gli spostamenti si riducono e il lavoro da remoto torna con forza (come già accaduto nel 2020 e come le attuali misure di contenimento dei consumi lasciano prevedere), il primo contatto tra cliente e azienda avviene sempre più spesso online. Il cliente non visita tre showroom: ne visita uno, e il primo filtro lo fa dal computer. Per una PMI che vende prodotti su misura, investire in visibilità online diventa difficile da rimandare: il rischio è di essere esclusi dal processo decisionale del cliente prima ancora di avere l'occasione di presentarsi.
Un configuratore accessibile dal sito dell'azienda, che permetta al cliente di esplorare il prodotto e ottenere un'indicazione di prezzo, diventa in questo contesto uno strumento di prequalificazione importante: non solo per filtrare le trattative, ma per intercettarle. Chi non è visibile e utilizzabile online rischia di non entrare nella lista dei fornitori da valutare.
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